Il paziente ipocondriaco sa di avere un problema legato alla propria salute fisica, lo percepisce, lo sente, è continuamente focalizzato sul trovare un’etichetta medica che possa finalmente sollevarlo dall’ansia di non conoscere il nome del proprio malessere. Teme la sofferenza fisica. “So di avere qualcosa, è solo questione di tempo perché riesca a sapere di cosa si tratta”. Per questi motivi cerca assiduamente risposte attraverso esami e analisi di ogni tipo. L’esito negativo di tali ricerche non spiega il perché egli senta comunque un fastidio o una sensazione perciò quel medico deve necessariamente non aver “visto” qualcosa o quell’esame deve essere stato invalidato per un certo motivo. Questo lo obbliga a consultare più specialisti, a rincorrere e confidare nell’esame della più recente tecnologia o a consultare frequentemente il “Dottor Google”. Il paziente ipocondriaco si ascolta, alla ricerca del minimo segnale che possa provare qualcosa…..e lo trova. L’attenzione selettiva permette di carpire le più piccole variazioni corporee e l’ideazione catastrofica permette di collegare quest’ultime con le più nefaste etichette diagnostiche.

Le principali tentate soluzioni sono:

-estrema focalizzazione sulle sensazioni corporee e segnali corporei

-continui esami e consulti medici

-socializzazione della paura con familiari e conoscenti che, nel tentativo di rassicurare il soggetto lo fanno sentire maggiormente incompreso

Dott. Paolo Fratagnoli Psicologo-Psicoterapeuta ad Arezzo e Asciano (SI)

tel