In tutto il regno animale fare il genitore significa insegnare alla prole a rendersi indipendente, quindi abbandonarla. Negli esseri umani a quanto pare, l’esigenza nevrotica di possedere i figli, e di vivere vivere la propria vita attraverso di loro, ha preso il sopravvento, e il fine, che è quello di accompagnare un figlio alla soglia dell’indipendenza, è stato sovvertito dal vizio di crescerlo per non staccarsene più.
Vuoi che i tuoi figli abbiano fiducia in loro stessi? Vuoi che siano soddisfatti di loro stessi? I figli apprendono il comportamento dei loro modelli. Se trabocchi senso di colpa, se non ti sei realizzato nella vita, e raccomandi ai tuoi figli di non diventare come te, vendi un prodotto avariato. Se sei un modello di scarsa stima di sé, insegni ai tuoi figli a considerarsi nello stesso modo. Se poi, cosa più importante, conferisce ai tuoi figli una maggiore importanza che a te stesso, non li aiuti ma insegni loro a dare precedenza agli altri e rimanere indietro. La fiducia in sé stessi non la si consegna in mano ai figli. Essi devono acquisirla vedendola in noi. Solo se ti tratti come una persona più importante, e non ti sacrifichi sempre, insegnerai ai tuoi figli a credere in loro stessi. Se sei uno che si sacrifica, proponi un modello di sacrificio. Prodigarsi per gli altri é, talora, ammirevole; ma se avviene a spese di noi stessi, diamo l’esempio di un comportamento che ingenera i nostri stessi rancori.
Il figlio ha un forte desiderio di lasciare il nido, ma se i lubrificanti della macchina familiare sono stati la possessività e lo spirito di sacrificio, l’atto naturale di partirsene provoca una crisi. In un’atmosfera psicologicamente sana, quest’atto non provoca né crisi né subbuglio: è una conseguenza naturale della vita effettivamente vissuta fino a quel momento. Se invece il senso di colpa e il timore di aver recato un dispiacere offuscano la partenza dal nido, essi perdurano tutta la vita, fino al punto, a volte, che rapporto marito-moglie duplica quello di genitore-figlio, anziché essere quello di due persone che vi partecipano su una base di parità.
Coloro, inoltre, che sono effettivamente genitori favoriscono l’indipendenza, non la dipendenza, e non fanno scene quando i figli manifestano un normale il desiderio di essere autonomi.
L’obbligo ingenera il senso di colpa e la dipendenza, mentre la libera scelta genera l’affetto e l’indipendenza.
….dal libro “Le vostre zone erronee” (Wayne W.Dyer)
PIC by Cecilia Paredes


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