“SI DIVENTA ADULTI QUANDO NON SI PRETENDE PIU’ NULLA DAI GENITORI”

Quanto tempo passiamo a cercare il riconoscimento o l’approvazione di persone che non sono in grado di darcelo…mi riferisco più spesso a relazioni genitore/figlio. Ci si ostina a fare quella cosa nella speranza che si accorga di noi, ci dica “bravo” o perlomeno appaia un segno di dimostrazione che siamo stati capaci.

Ci illudiamo….e più ci illudiamo, e più è grande la delusione quando, ogni volta, quel segno non arriva…. Partiamo dal presupposto errato che un genitore debba sempre e necessariamente supportare, sostenere, riconoscere…..ma è un presupposto che ci mettiamo noi, e più ci illudiamo che qualcosa possa cambiare, e più brucerà la delusione ogni volta che ci rendiamo conto che anche questa volta non è successo.

Si rischia di passare parte della vita ad aspettare che un genitore ci riempia quel vuoto…si rischia di prendere decisioni per compiacere gli altri e non per i nostri desideri…Si dice che si diventa adulti quando non si pretende più nulla dai propri genitori ovvero li si guarda con occhi adulti (non da figli) e si accettano nei loro difetti. Se solo fossimo un po’ più disillusi, se solo abbandonassimo l’idea di poterli cambiare, allora potremmo apprezzarli davvero per quello che sono, nei loro difetti e nelle loro mancanze, volergli bene per quello che sono e dare valore a qualcosa che prima non vedevamo.

Quel vuoto dobbiamo riempirlo da soli, senza pretendere nulla di più di ciò che arriva, quel “bravo, hai fatto bene” dobbiamo cercarlo altrove….così potremmo apprezzare davvero ciò che arriva spontaneamente ed essere liberi… Combattere un genitore è una battaglia in cui perdono solo i figli!

Se siamo adolescenti o adulti, tutte le volte che pretendiamo qualcosa dai genitori, ci mettiamo in una condizione di dipendenza. La nostra indipendenza in realtà, non può che passare attraverso l’accettazione sincera dei genitori che abbiamo o abbiamo avuto…

“… I figli cadono in questa trappola quando continuano a rinfacciare a genitori le colpe del passato (non averli sufficientemente amati, valorizzati o sostenuti ad esempio), con l’illusione che questi comprendano, ammettano, magari si scusino e soprattutto cambino. Una vera e propria missione impossibile che non solo amareggia continuamente le relazioni familiari ma finisce anche per mantenere aperte le ferite emozionali dei figli impedendo loro di emanciparsi in maniera sana e adulta dalla relazione con i genitori.” (cit. “Rabbia” R. Milanese, 2023).