Estratti da “Il libro delle fobie e la loro cura

Ciò che unisce le mille e una forma di paura patologica è che tutte hanno una dinamica di base isomorfa, ovvero una regolarità che si ripete: le tentate soluzioni disfunzionali. Una fobia viene a costituirsi sulla base della triade “evitamento-ricerca di aiuto-rassicurazione-tentativo di controllo fallimentare“: a questa dinamica, che rappresenta il fenomeno invalidante, si aggiunge la singolarità della realtà percepita come spaventosa.

La psicopatologia, come ogni realtà individuale, viene considerata una “costruzione” frutto dell’interazione che ogni soggetto vive con sé stesso, con gli altri e con il mondo. (…per Freud e Skinner, pur con orientamenti opposti, il fobico è vittima di eventi di cui non è responsabile perciò gli è impossibile evitare il disturbo) 

Ogni individuo mediante il suo agire crea letteralmente la fobia di cui diviene vittima.

La mente moderna e la “razionalità” ha ben poco potere sulla mente antica delle emozioni perciò l’illusione filosofica e psicologica secondo la quale con la conoscenza e la ragione si possa controllore qualunque umano sentire e agire, decade totalmente…..[…anzi è proprio il tentativo di controllare le proprie reazioni psicofisiologiche a innescare l’escalation del panico, in un meccanismo che viene descritto come ”controllo che fa perdere il controllo”…]

[…..Se si riesce a guidare anche la persona più invalidata dalla sua #paura a cessare di evitare e a fronteggiare, a cessare di di cercare protezione o rassicurazione e infine a smettere di tentare di controllare o reprimere le proprie attivazioni fisiologiche nei confronti della paura, ma al contrario a sospingerle volontariamente, allora, il disturbo invalidante viene rapidamente risolto.” …….]

La Psicoterapia Strategica con le proprie tecniche validate riesce a farlo attraverso ingiunzioni formali di comportamento per mezzo di stratagemmi terapeutici che fanno leva sulla razionalità ma soprattutto sulle emozioni, su un linguaggio indicativo ma soprattutto uno evocativo, attraverso il conscio ma soprattutto l’inconscio.

In quest’ottica, ormai validata da anni di esperienza e ricerca, ogni disquisizione/interpretazione circa le possibili cause della paura non solo risulta inutile ma a volte controproducente poiché alimenta una delle tentate soluzioni che alimentano il disturbo. Rompere lo schema che mantiene la paura nel presente, permette di uscire completamente dal disturbo. Il paziente riesce così a sperimentare concretamente nuove esperienze (emozionali correttive) in grado di incidere sulle percezioni e conseguenti reazioni. Scopre di essere in grado di affrontare e superare il problema.

Dr. Paolo Fratagnoli iscritto a Medicitalia.it | il motore di ricerca dei medici italiani