Lo psicoterapeuta non è uno che sa cosa sia giusto o sbagliato in assoluto, non è uno che conosce chissà quali segreti o regole assoluti, ne tanto meno un mago. Lo psicoterapeuta è un tecnico che osserva dove (per gli obiettivi del paziente) il paziente “martella” più forte e questo martellare non solo non funziona, ma alimenta il problema. Può anche essere che lo psicoterapeuta all’inizio “distragga” con qualche tecnica il soggetto al fine di farlo martellare un po’ meno; se funziona….(sia lui che il paziente si accorgono che va meglio)…allora poi si arriva alla consapevolezza. Lo psicoterapeuta a volte è un tecnico che è abituato a scorgere delle ripetitività che non funzionano e conosce strumenti e strategie per sbloccare la situazione. Si costruiscono poi nuovi equilibri più funzionali. Il terapeuta strategico tendenzialmente non interpreta.

Il pilota è il paziente che infatti sceglie obiettivi e destinazioni. Il percorso è necessariamente cucito su misura, come l’abito per un sarto.

– “Attraverso il “dialogo strategico” il terapeuta, già nella prima seduta, può condurre il paziente a comprendere il meccanismo di persistenza del suo problema, a scoprire come sia proprio ciò che ha messo in atto fino a quel momento, con l’intento di trovare una soluzione e la riduzione del disagio, a costituire che fa perdurare e aggravare la sofferenza. In tal modo, è il paziente stesso che identifica la strada da percorrere per ristabilire il proprio benessere, e l’accordo sulla prescrizione finale del terapeuta diventa la conseguenza diretta di un cambiamento percettivo avvenuto nel corso della seduta, nei confronti del disturbo presentato ” –