Storie e insegnamento

L’arte di “raccontare” è usata fin da tempi lontanissimi per trasmettere conoscenze, valori culturali e morali. Miti, leggende, fiabe e storielle si tramandano da centinaia di anni. Raccontare è un ottimo modo per insegnare, per far comprendere e persuadere. Un comando o consiglio diretto possono essere rifiutati ma un’idea, una possibilità o una direzione possono essere più facilmente accettate se inserite in una storia. Chi può fare suo il racconto, può immedesimarsi con il protagonista o con un personaggio, al pari di ciò che succede dopo aver visto un film o letto un libro che ha catturato i nostri sensi e ci ha emozionati. In quel momento siamo in uno stato di coscienza alterata, come focalizzati, “incantati” al cento per cento; presi nei sensi e nell’intelletto da quello stimolo, e proprio per questo più propensi all’ascolto e più suggestionabili. I genitori sanno bene che alla sera quando i loro bimbi prendono il ciuccio dopo aver giocato o essere stati impegnati in qualche attività, sono più attenti e più predisposti all’ascolto. Quello è un momento utile per raccontare, insegnare o dare significato ad un’esperienza. Il racconto e in genere le immagini analogiche, quali metafore o aneddoti, hanno la grande capacità di parlare all’emisfero destro, alla nostra parte emotiva, e questo è un passo fondamentale poiché non esistono cambiamenti che non passino prima dalle nostre emozioni. Lo psicologo conosce l’importanza del racconto e della narrazione che infatti può essere usato in diverse fasi della terapia o come manovra specifica per alcuni disturbi specifici.

Attraverso un racconto persuadiamo prima e meglio di un comando diretto

  • trasferiamo conoscenze
  • veicoliamo valori e morale
  • persuadiamo prima e meglio
  • aggiriamo le resistenze al cambiamento
  • favoriamo l’immaginazione
  • favoriamo l’immedesimazione
  • ristrutturiamo un’esperienza

Ci piace pensare a noi stessi come esseri razionali ma pensate a quante volte avreste voluto cambiare in qualcosa e non siete riusciti. Ora pensate invece alle volte che il cambiamento è avvenuto; scoprirete che è stato possibile non attraverso una presa di consapevolzza, non perché avete nuove informazioni, ma perché c’è stata un’esperienza che vi ha permesso “sentire” qualcosa differentemente attraverso le emozioni. Il cambiamento avviene prima a livello emotivo e poi, in un secondo momento a livello razionale e consapevole. I racconti sono un ottimo strumento per emozionare permettendo l’immedesimazione e favorire così il cambiamento.

Le storie e gli aneddoti rendono possibile il pensare ad argomenti che sarebbero paurosi o minacciosi

Le storie e gli aneddoti rendono possibile il pensare ad argomenti che sarebbero paurosi o minacciosi (una pillola va giù più facilmente quando è inglobata in qualcosa di dolce).

I racconti hanno la capacità di far meditare su certi temi, possono aggirare le resistenze al cambiamento, hanno la capacità nel tempo di far ripensare all’idea che è stata presentata. Storie e aneddoti hanno la grande capacità di seminare idee negli ascoltatori. Per questi motivi i racconti e le storie rappresentano un ottimo strumento nelle relazioni genitori-figli poiché attraverso l’immedesimazione si può creare un “setting” fertile per imparare (come ad esempio avviene nel gioco) e per trasmettere messaggi che altrimenti troverebbero grande resistenza.

Haley :“…la tecnica analogica o metaforica è particolarmente efficace con soggetti resistenti, dato che è difficile che una persona si opponga ad una suggestione che non è consapevole di rcevere” (Haley, 1976).

cit.:”Ristrutturare significa cambiare l’atteggiamento o punto di vista concettuale e/o emozionale in relazione al quale una situazione viene vissuta, e porla entro un’altra cornice, che si adatta ai fatti della stessa situazione concreta in modo altrettanto valido, se non più valido, e che perciò muta l’intero suo significato” (Watzlawick, P., Weakland, J., Fish, R.(1974)- Change: sulla formazione e soluzione dei problemi.Astrolabio. Roma)